Il nervo ottico - Maria Gainza

Alfred de Dreux ha sette anni quando, camminando per Siena con il suo padrino, si imbatte nel grande Géricault, il martire del romanticismo francese, in città per studiare le linee di Simone Martini. Il loro è «uno di quegli incontri che siglano alleanze e se-gnano destini», perché «il maestro» si rivela non solo pittore di scene epiche con zattere alla deriva, ma abile ritrattista di animali allo stato brado: cavalli, leoni, tigri. Soggetti capaci di colpire profondamente la mente del giovane Alfred che, anni dopo, verrà insignito da Napoleone del ruolo di «ritrattista ufficiale di cavalli». Toulouse-Lautrec non può evitare di fare costantemente i conti con la sua origine. La sua famiglia, aristocratica e reazionaria, discende in linea diretta da Luigi VI e suo padre, il conte Alphonse, indossa la cotta di maglia dei crociati e d’estate passeggia lungo le strade del paese in groppa al suo destriero, portandosi in spalla un falco a cui dà da bere acqua benedetta, per non privarlo dei benefici della religione. Cándido López è convinto che per arrivare al cuore della realtà bisogna deformarla. Ignazio Manzoni, il suo maestro, legge in questa ostinata convinzione il segnale indiscutibile di un temperamento artistico, suggerendogli di andare in Europa. Ma quando il presidente Mitre dichiara guerra al Paraguay, Cándido López corre ad arruolarsi nel battaglione della Guardia Nazionale, guerra dalla quale tornerà con una mano amputata. Tsuguharu Fujita, a ventisette anni, abbagliato dalle avanguardie europee, si imbarca sul Mishimaru diretto a Parigi. Il Mishi-maru fa scalo a Londra e, poiché non distingue una città dall’altra, Fujita scende dalla nave, trovando immediatamente lavoro come sarto di abiti su misura per sir Gordon Selfridge. Le vite dei più grandi artisti si offrono in queste pagine nei loro dettagli più bizzarri e a volte funesti. A narrarle è una guida tu-ristica e critica d’arte di Buenos Aires, una giovane donna che nella loro bizzarria trova conforto alla propria balzana e, a volte, funesta esistenza, in cui le capita di scarrozzare in giro per musei ricchi americani sotto piogge torrenziali, traslocare dalla casa di famiglia avvolta dalle fiamme, sfuggire a una nube di cenere larga due chilometri. Opera che ha inaugurato un nuovo genere letterario in cui romanzo, storia dell’arte e racconto intimo si compenetrano total-mente, Il nervo ottico è una vibrante rappresentazione dell’arte e della profonda connessione che instaura con ogni aspetto della vita. «Questo libro è assolutamente originale: un’opera meravigliosa, a volte delicata e altre volte brutale, e la protagonista è indimenticabile». Mariana Enriquez

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