Terra perduta

Ann Moore

Grace, la figlia quindicenne di Patrick O’Malley, discende dagli O’Malley del Nord, un tempo padroni di un’enorme tenuta, poi finiti in povertà con la sconfitta di Giacomo II, l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra. Ora, nel pieno degli anni Quaranta del XIX secolo, Gracelin O’Malley – autentica bellezza irlandese che ha ricevuto in dono dalla madre la pelle color crema, le gote rosee, i capelli di un rosso scurissimo e gli occhi blu come il mare in tempesta – vive in una casa di pietra con un tetto di paglia, cinta da un appezzamento di terra piuttosto grande in affitto, dieci acri coltivati principalmente a patate. La terra, come ogni cosa appartenuta un tempo alle antiche famiglie cattoliche irlandesi, è parte dei possedimenti dei Donnelly, signori inglesi. Se fosse ancora viva la madre di Grace, così sagace nell’accumulare risparmi e riserve di cibo, gli O’ Malley saprebbero come cavarsela nel far fronte alla scadenza del contratto di affitto, e ai primi segni di una carestia che si annuncia feroce come non mai. Il lavoro nei campi, però, non basta, e il rischio è perdere quella terra che significa per loro una cosa soltanto: la sopravvivenza. La salvezza, per Patrick O’Malley, si presenta sotto le nobili fattezze di Bram Donnelly. Figlio di un Lord inglese, relegato dalla famiglia nella contea di Cork a causa delle sue giovanili scappatelle londinesi, il trentenne Donnelly è rimasto vedovo due volte e, al falò della Vigilia di san Giovanni, mette gli occhi addosso alla bella Grace. Patrick non esita a dire di sì nell’istante in cui Squire Donnelly gli chiede la mano della figlia. Paziente e apparentemente lieto, nei primi mesi di matrimonio, di educare Grace agli usi e ai costumi dell’aristocrazia terriera, Donnelly con il trascorrere del tempo svela il suo vero volto: quello di un arrogante inglese che non perde occasione per calpestare la vita, ai suoi occhi indegna, degli irlandesi. La Grande Carestia, intanto, si abbatte sulla contea di Cork e sull’intera isola d’Irlanda, con strade impraticabili a causa dei mendicanti ridotti in fin di vita, ospizi per i poveri pieni fino all’inverosimile, ospedali incapaci di alleviare le pene, e rivolte, case bruciate, proprietari terrieri assassinati. Primo volume di una monumentale ed epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna e alla diaspora dei suoi abitanti, Terra perduta parla d’amore, di rivolta, di libertà e oppressione in un momento cruciale della Storia. «Un’opera di grande narrativa… un romanzo storico pieno di epos, tragedia, forza e speranza». The Historical Novels Review «Una prosa perfetta… Il romanzo storico al suo meglio». Publishers Weekly «Se amate il suono gioioso delle risate irlandesi e il fiume di lacrime da cui spesso sgorga, Terra perduta vi colpirà dritto al cuore». Cathy Cash Spellman, New York Times

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